Cisca

Carissimi.

Non è giusto che vi scriva solo a proposito di difficoltà. E allora ecco un bagliore di speranza che va al dilà dei miei problemi personali.
Da tempo cerchiamo una soluzione per una ragazza, Cisca, di 13-14 anni, cacciata da casa alcuni anni fa perché sospettata di essere strega. I contatti che i nostri educatori hanno con la famiglia danno risultati scoraggianti. I parenti di Cisca non offrono nemmeno una sedia per poter incominciare un dialogo. Non vogliono sentire parlare di questa ragazza. Per noi questo vuol dire avere un problema per diversi anni. A chi affidarla? Ha fatto solo un po’ di alfabetizzazione e ha finito le elementari. Non ha testa per poter continuare a studiare, e allora abbiamo cercato di far leva sulla sua capacità di estetista. Sa acconciare le teste delle sue amiche e ha del gusto per il trucco al viso. Abbiamo cercato una scuola di estetica. L’abbiamo trovata. Chi è stato qui sa cosa vuol dire una capanna. Se poi aggiungete che in essa ci sono solo due banchi per una dozzina di ragazze, pavimento in terra e nessun attrezzo che possa garantire un minimo di igiene … beh: questa è la scuola di estetica. Cisca è stata iscritta e, come accade per le altre scuole, il materiale didattico deve essere procurato dall’alunno stesso. E così, dopo quasi due mesi, ci accorgiamo che i costi per i prodotti sono esorbitanti: superano i 50 dollari al mese. Vado con l’incaricata del settore scuola della nostra opera, parliamo con l’insegnante e questa assicura che la ragazza porta i soldi che sono richiesti e scritti sul suo diario. Vedendo la classe(?!?) mi domando come una sola ragazza possa consumare tutti quei prodotti. In una riunione con gli educatori espongo un mio dubbio: non siamo per caso benefattori di tutte le ragazze che partecipano a questa formazione? Il dubbio diventa certezza quando abbiamo la conferma che i prodotti acquistati da Cisca servono per tutte le altre alunne. Insomma: una per tutte, ma non tutte per una.
Visto che quando torna da scuola Cisca non fa niente e non collabora con nessuno per i lavoretti di casa, abbiamo cercato un’altra soluzione. Sappiamo che la sorella della moglie del colonnello che abita vicino alla Casa S. Cuore ha un salone di bellezza e di acconciature, pensiamo di chiederle se può accoglier Cisca in modo che impari bene il lavoro e si trovi nello stesso tempo in un ambiente più protettivo ed educativo. Ma la moglie del colonnello è in Sud Africa. Allora oggi vado da sua cognata per proporle la soluzione. Scopro che il salone è suo e si dimostra apertissima ad accogliere Cisca. Poi srotola la sua vita e mi dice che fa volentieri questo favore perché anche lei ha vissuto una infanzia e una adolescenza molto critiche. Arriva anche il marito e assieme raccontano la loro storia. Ve la rsparmio, ma devo dirvi che sono uscito da quella casa con il cuore che aveva solo un sentimento di ringraziamento al Signore. Tra poco vado all’adorazione eucaristica e lì dirò espressamente grazie al Signore per questa gente aperta e vogliosa di fare del bene. Peccato che siano pochi… Pensavo che il Signore attende sempre dietro l’angolo, ma invece è ovunque. Forse non ce se ne accorge. Così il secchio nel bagno è solo un piccolo disguido da risolvere  e la mancanza d’ igiene in cucina passa in secondo piano. 
Domani abbiamo una convocazione alla polizia dei minori per la storia, triste, di uno dei nostri ragazzi che ha violentato una bambina di 4 anni. Che Dio ce la mandi buona. E’ comunque sicuro che ci affideranno di nuovo il ragazzo.
Un saluto e un GRAZIE per la vostra preghiera. Giovanni